MAGAZINE
infusi_gravidanza
Gravidanza: gli infusi per stomaco e intestino
3 febbraio 2017
Stress_donna
Stress in gravidanza, fa male a mamma e bambino
8 febbraio 2017
Show all

Prurito in gravidanza: è colestasi gravidica?

gravidanza_amore

Un leggero prurito durante la gravidanza è del tutto normale. Esso è causato da un aumento nel sangue di acidi e sali biliari, dovuto all’incremento di ormoni estrogeni.
Attenta però se il prurito diventa insopportabile: è possibile che il fegato non riesca a smaltire le sostanze contenute nella bile. Tra le varie malattie che possono portare a questo stato, alcune anche molto lievi e diffuse come la mononucleosi, esiste una rara patologia chiamata colestasi gravidica. In questo caso, per la sicurezza del tuo bambino e per il tuo benessere, è necessario consultare il medico.

Vediamo nello specifico come rilevare questa condizione e di cosa si tratta.

Il test per rilevare acidi e sali biliari nel tuo corpo è semplicissimo: consiste in un prelievo del sangue che si esegue dopo almeno 30 minuti di posizione eretta e un digiuno di 8 ore. Se i tuoi valori superano leggermente il previsto (1, 23 mol/l a digiuno, 5,14 mol/l 2 ore dopo i pasti) e non hai alcun sintomo, il prurito durante la gravidanza è fisiologico e normale.

Tuttavia nella colestasi gravidica le sostanze aumentano di 10-100 volte i valori normali e provocano intenso prurito, soprattutto su palmo delle mani, piante del piede e tronco, e più raramente ittero e aumento di sostanze grasse nelle feci (steatorrea). La malattia si manifesta solitamente nel secondo e terzo mese di gravidanza in circa l’1% delle donne europee, per lo più nordiche. È una disfunzione dovuta a molteplici cause tra cui una forte predisposizione genetica e l’azione degli ormoni in gravidanza.

I sintomi per la madre sono fastidiosi ma si risolvono nel post partum. Il vero rischio è per il feto: la colestasi gravidica aumenta il rischio di morte intrauterina. Non è ancora accertato il valore critico oltre il quale il rischio per il bambino aumenta, ma per sicurezza i medici tendono a indurre il parto entro le 37 settimane di gestazione.

Come sempre le parole d’ordine sono prevenzione e diagnosi precoce. Questa malattia si può controllare facilmente tramite un farmaco, l’acido ursodesossicolico, che protegge il bambino e diminuisce i sintomi nelle mamme. Ricorda che questo disturbo può presentarsi anche in gravidanze successive, con modi e tempistiche differenti.

Un ultimo consiglio: se hai sofferto o soffri di questo disturbo, attenta alla pillola dopo il parto. La colestasi è scatenata dagli ormoni estrogeni contenuti anche nell’anticonczionale. Meglio dunque valutare la tua situazione con il ginecologo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *