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Gravidanza: un percorso di emozioni

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La gravidanza inizia dal concepimento!

I cambiamenti nel bambino avvengono nelle prime 12 settimane dove cellule indifferenziate si trasformano in tessuti, organi e articolazioni. E  i cambiamenti della futura mamma, invece, quando iniziano a manifestarsi?

Nelle prime settimane il piccolo è molto fragile e per questo motivo la futura mamma dovrebbe avere un po’ più di attenzione: non fumare, non bere caffè e alcolici. Gli ormoni in questo periodo non sono del tutto amici delle future mamme, infatti sono responsabili di irritabilità, sbalzi d’umore e stanchezza insistente.

Molte donne capiscono di essere incinte quando il normale ciclo mestruale non si presenta, altre invece sentono subito un cambiamento nel loro corpo.

Nel secondo semestre la crescita del piccolo diventa più evidente e il sentirsi incinte diventa reale per molte donne. Gli ormoni si stabilizzano, l’irritabilità e la stanchezza diminuiscono e la futura mamma inizia a sentirsi meglio. L’addome accenna a gonfiarsi e questo è un momento che può diventare conflittuale per molte future mamme, specialmente per chi ha disturbi alimentari e di immagine del proprio corpo.

Uno dei momenti più significativi per una futura mamma, sostenuto da molte teorie psicoanalitiche, è il primo “calcetto” del piccolo: in questo periodo il bimbo diventa facile da immaginare.  Da questo momento tutto l’investimento emozionale dall’esterno ricade nel proprio mondo interno e la trasformazione continua da dentro.

Al terzo trimestre il bambino è formato, la mamma si muove con fatica e qualsiasi posizione risulta scomoda.

Durante l’ultima settimana la futura mamma incomincia a prepararsi psicologicamente per il parto e per l’arrivo del bambino nel mondo. Questo momento è strettamente correlato con l’attivazione dei neuroni dell’ossitocina che sono il segnale inconfondibile dell’inizio della preoccupazione per l’enorme cambiamento emotivo (e non) in atto.

L’apice della gravidanza è ovviamente il parto: adesso le emozioni sono ambivalenti e contrastanti. In ospedale la futura mamma si trova di fronte al “limite” di non avere controllo sul proprio corpo. Per questo motivo in molte culture si permette di essere accompagnati in sala parto dalle persone che si amano. Anche il rapporto tra la mamma e l’ostetrica è fondamentale, deve essere una persona di cui si fida che ha visto già durante i controlli e che con un solo sorriso riesca a farla sentire al sicuro.

La gravidanza è un periodo naturale della vita ed è un momento di trasformazione, transizione, riorganizzazione e disorganizzazione. I momenti di crisi in questo periodo sono nella normalità e superarli positivamente può influenzare sia la futura mamma sia il suo bambino.

Le cause sono molteplici: fisiche, ormonali, mentali, neurochimiche e neurobiologiche. È un percorso di ri-negoziazione della propria identità e di attivazione della rappresentazione interna di se stesse.

Ci vuole tempo per riorganizzare le proprie emozioni e il senso di sé ma il viaggio della maternità è impagabile.

 

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