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Disturbi alimentari, da un recettore del cervello lo stop alle abbuffate

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Da cosa nasce la tendenza a mangiare in modo compulsivo? Qual è la causa del desiderio irrefrenabile di ingerire grandi quantità di cibo? Perchè ci sono individui “più deboli” che sviluppano anche gravi disturbi alimentari come obesità, bulimia, anoressia?

La risposta a queste domande arriva da uno studio condotto da due ricercatori italiani presso la Boston University: la causa del consumo smodato di cibo sarebbe un recettore presente nel nostro cervello, chiamato TAAR1, che se non attivo correttamente bloccherebbe l’autocontrollo e le capacità decisionali.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Neuropsychopharmacology, ha dimostrato che negli animali particolarmente “golosi” il recettore è poco attivo. La buona notizia è che esiste una molecola, prodotta da una casa farmaceutica e chiamata RO5256390, che somministrata agli stessi animali è in grado di attivare il recettore e quindi di bloccare le abbuffate.

Questo importante studio potrebbe quindi portare a un rimedio e a una cura per le gravi patologie legate all’alimentazione, che colpiscono soprattutto i più giovani e che sono sempre più diffuse nel mondo occidentale.