MAGAZINE
quiui-1501009_1920
Kiwi: il frutto del benessere
22 agosto 2017
611633-cerny-rybizribes-nigrum-image-620x349-jpg
Ribes nero: ottimo per la circolazione e non solo
30 agosto 2017
Show all

Toxoplasmosi in gravidanza: fattori di rischio

pregnancy-2221950_960_720

La Toxoplasmosi è una malattia causata dal parassita Toxoplasma gondii. Solitamente nei soggetti sani (e non in dolce attesa) è asintomatica ma in gravidanza può generare un’infezione congenita embrio-fetale con possibile perdita del feto o danno neurologico/oculare.

I principali fattori di rischio sono:

1) Consumo di carne cruda o poco cotta e insaccati

2) Verdure crude

3) Acqua contaminata

4) Gatti infetti

I gatti infetti possono eliminare, soprattutto durante la loro prima infezione, un numero considerevole di oocisti che infettano il suolo e che possono rimanere infetti anche per 18 mesi. Avere gatti in casa è tradizionamnete considerato un rischio ma diversi studi scientifici non sono molto d’accordo con questo dato.

È inoltre ipotizzato da altri studi che la contaminazione del cibo e parte della polvere ambientare possano avere un ruolo nella veicolazione della toxoplasmosi.

Un ambiente con molto verde (o in campagna) è maggiormente predisposto alla presenza di oocisti nel suolo. Per questo motivo la verdura non controllata può essere un fattore di rischio.
Anche il consumo di insaccati confezionati in piccole fattorie hanno maggiori probabilità di contenere oocisti ed è quindi sconsigliato il consumo per le donne in gravidanza. Tuttavia anche i confezionati che si trovano all’interno degli esercizi commerciali non sono esenti da rischio.

Sintomi
La malattia è spesso asintomatica o al massimo si avverte febbre, stanchezza e ingrossamento dei linfonodi. Tutti sintomi che possono essere confusi con altre infezioni.

 

pervye-priznaki-i-proyavleniya-onkologii-e1482001673477

 

 

Esami da fare

Per scoprire la presenza o meno del Toxoplasma gondii bisogna sottoporsi al toxo-test: un banale esame del sangue durante il quale vengono analizzati gli anticorpi antitoxplasma, ovvero le immonuglobuline di tipo M (IgM) e di tipo G (IgG). L’IgM lo si trova nel sangue quando si è nella fase acuta della toxoplasmosi mentre l’IgG è la “memoria” dell’infezione. Gli esiti dell’esame possono essere 3:

  • IgG positive e IgM negative: la malattia è stata contratta e superata, per cui la donna è immune (la gravidanza può essere vissuta serenamente).
  • IgG negative e IgM positive: in questo caso, purtroppo, la malattia è in corso e occorre approfondire con ultriori analisi.
  • IgG e IgM negative: la malattia non è mai stata contratta.

 

Trattamento
Per il trattamento della toxoplasmosi in gravidanza è fondamentale rivolgersi al proprio medico. In generale se il feto è stato infettato la futura mamma, dopo il primo mese di gestazione, può essere trattata con pirimentamina e sulfadiazina con l’aggiunta di acido folico (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Toxoplasmosi#cite_note-Robert-GangneuxDarde2012-41).

 


Fonte: Risk factors for toxoplasmosis in pregnant women in central italy; R. Thaller; F. Tammaro; H. Pentimalli. Università di Roma “La Sapienza”, Italy.