Cos'è il sangue cordonale?

 Al termine del parto, dopo che il cordone ombelicale del neonato è stato reciso, nei vasi cordonali rimane una quota di sangue, generalmente considerata prodotto di scarto alla fine del parto. Questo sangue è ricco di cellule staminali ematopoietiche (CSE) che possono essere di vitale importanza per utilizzo nei trapianti autologi e nelle terapie a base di cellule staminali in caso di leucemia ed altre gravi malattie.

Come viene usato?

 Nel trapianto vengono usate le cellule staminali del sangue cordonale per sostituire quelle malate e ricostruire nel paziente un nuovo sistema ematopoietico. Le CSE del cordone ombelicale sono utilizzate nel trapianto come fonte alternativa alla usuale donazione del midollo osseo.

Come avviene la raccolta del sangue cordonale

 Qualsiasi futura mamma può chiedere la raccolta del sangue cordonale previa anticipata esecuzione dei specifici esami ematici. Il sangue cordonale viene raccolto dall'ostetrica dopo la recisione del cordone ombelicale del bambino mediante l'apposito kit, l'integrità della raccolta viene garantita dall'anticoagulante posto all'interno della sacca che ne preserva le caratteristiche chimiche per il trasporto alla Banca di raccolta dove il sangue viene accolto e trattato dallo staff del laboratorio.

 

Quali esami prenatali si possono eseguire in gravidanza?

11a-14a settimana Translucenza nucale
Esame non invasivo, ecografico, precoce per individuare la sindrome di Down

11a-14a settimana Test sierologici combinati
Esame ematico che individua 2 o più sostanze presenti nel sangue materno, utili indizi nel caso il bambino sia affetto da sindrome di Down o altre anomalie, compreso il tubo neurale aperto

11a-14a settimana Villocentesi
Esame invasivo,prelievo delle cellule embrionali sotto la guida ecografica, permette di individuare le alterazioni genetiche molto precocemente, ma ha un rischio di aborto pari a circa 1%;

14a-16a settimana Amniocentesi
Esame invasivo,sotto la guida ecografica attraverso l'addome materno viene prelevato un campione di liquido amniotico (cellule fetali ), dopo un breve periodo di coltura si hanno numerose informazioni sul patrimonio genetico del nascituro ed eventuali anomalie cromosomiche, rischio aborto 0,2%

15a-22a settimana Test integrato
Una combinazione di test con un basso rischio di falsi positivi di individuare la sindrome di Down, Edwards e difetti del tubo neurale

19a-20a settimana Ecografia morfologica
Verifica dell’armonioso sviluppo del feto in tutte le sue parti

20a-40a settimana Cordocentesi
Esame invasivo sotto la guida ecografica che consiste nel prelievo del sangue fetale da un vaso del cordone ombelicale.

 

Il prelievo di sangue cordonale per la conservazione delle CSE può essere effettuato anche dopo Taglio Cesareo?

Non esiste alcuna controindicazione al prelievo di sangue cordonale dopo un Taglio Cesareo purchè vengano rispettati i requisiti di idoneità del campione. In generale, comunque, se il Taglio Cesareo viene eseguito in urgenza, non si effettua il prelievo in quanto l'urgenza è indicatore di fattori di sofferenza fetale o di problemi materni che comunque renderebbero inidoneo il campione per la crio conservazione.

 

Si può fare il prelievo di sangue cordonale per la conservazione delle CSE nel caso di parto gemellare?

Non esiste alcuna controindicazione al prelievo di sangue cordonale nel caso di parto gemellare sia che si tratti di un parto vaginale spontaneo che di un taglio cesareo. Ovviamente devono essere rispettati i requisiti di idoneità del campione e, in particolare, la gravidanza deve avere superato almeno la 35ma settimana di gestazione, dato che nel caso della gravidanza gemellare vi è un rischio di parto pretermine maggiore rispetto alla gravidanza singola.

 

Quando si esegue lo screening metabolico?

Il prelievo dal tallone del neonato per effettuare lo screening metabolico, deve essere effettuato non prima di 48 ore dalla nascita, perchè il metabolismo del neonato deve avere il tempo di attivarsi. Comunque, può essere eseguito anche successivamente senza che questo comporti inadeguatezza del campione.

 

Quanto sangue viene prelevato in media e quante cellule staminali contiene?

Il prelievo di sangue cordonale, con la tecnica utilizzata attualmente, permette di raccogliere mediamente una quantità di sangue che va dai 50 ai 100 ml. La quantità di cellule presente in ogni campione è estremamente variabile (da poche cellule ad alcuni milioni)e non è correlabile alla quantità di sangue raccolto. E' importante sapere, però,che i protocolli terapeutici consolidati che prevedono il trapianto di cellule staminali, hanno fissato una quantità minima per campione pari a 100.000 cellule, utile per bambini o adulti di peso fino a 40 Kg.

 

Come prevenire l'emorragia del post-partum?

L'emorragia del post-partum è, ancora oggi, una delle più importanti cause di morbilità e mortalità materna, per cui diversi studi sono stati condotti per individuare la condotta più idonea per la prevenzione di questo fattore di rischio. Si definisce come emorragia una perdita di sangue maggiore o uguale a 500ml nelle prime 24 ore dopo il parto. Le evidenze scientifiche hanno dimostrato che l'attacco precoce del neonato al seno (subito dopo il parto) favorisce la produzione endogena di ossitocina, l'ormone che stimola la contrazione uterina. Mediante questo meccanismo fisiologico, viene favorito il distacco della placenta e la contrazione della muscolatura liscia dell'utero, che, a sua volta, previene la perdita di sangue dopo il distacco della placenta. Questi stessi studi hanno evidenziato inoltre, come la somministrazione di farmaci uterotonici (per lo più ossitocina) subito dopo l'espulsione del feto o dopo l'espulsione della placenta (a seconda del protocollo ospedaliero) riduce del 40% il rischio di emorragia del post-partum, per cui in quasi tutti gli ospedali ormai viene utilizzato questo tipo di profilassi.

 

Quali sono i principali riflessi del neonato?

I riflessi neonatali sono reazioni automatiche presenti in questa fase di vita e che scompariranno con la maturazione del sistema nervoso del neonato

  • Il riflesso di Moro (o riflesso di abbraccio): sollevando il bambino dal piano prendendolo sotto la schiena e rilasciandolo successivamente, si scatena una risposta riflessa che si distingue in due momenti: all'inizio si manifesta come una brusca estensione delle braccia; in un secondo momento il bambino allarga le dita a ventaglio e gli arti superiori descrivono un arco di cerchio (tipico abbraccio) per ritornare poi allo stato di flessione

  • Riflesso di raddrizzamento: tenendo il neonato sostenuto verticalmente in modo da tenere le piante dei piedi appoggiate su un piano, manifesta un riflesso d'estensione e raddrizzamento delle gambe e del tronco.

  • Il riflesso di deambulazione automatica: il bambino tenuto eretto e appoggiato con i piedi, se inclinato in avanti, dimostrerà risposte automatiche di estensione e flessione delle gambe che richiamano l'automatismo della camminata.

  • Riflesso di prensione o grasping-reflex: stimolando il palmo della mano con un dito, si genera una reazione di presa a pugno senza flessione del pollice.

  • Riflesso di suzione e deglutizione:lo sfioramento all'angolo della bocca, provoca la rotazione della testa in direzione dello stimolo, in seguito le labbra e la lingua effettuano una reazione di avvicinamento allo stimolo; infine la lingua si ritira , le labbra si chiudono e avviene la suzione.

  • Riflesso tonico asimmetrico del collo: la reazione si scatena con la rotazione laterale della testa del neonato posto supino che determina una variazione del tono degli arti superiori con l'estensione dell'arto facciale e flessione di quello nucale. La sua influenza è molto forte nelle prime settimane e poi scompare.

Queste reazioni nell'insieme permettono al bambino di alimentarsi.



Perchè si effettua lo screening metabolico del neonato?

Per screening neonatale si intende un insieme di esami volti ad identificare patologie genetiche, endocrinologiche, metaboliche ed ematologiche per le quali esiste una terapia durante i primi giorni di vita. Si esegue mediante la raccolta di poche gocce di sangue prelevate dal tallone del neonato su una speciale carta assorbente.
I criteri generali nella determinazione delle patologie per cui attuare lo screening neonatale sono:

  • patologia non è visibile al momento della nascita per cui il neonato appare sano.

  • la patologia ha un'incidenza relativamente alta nella popolazione nazionale.

  • un ritardo nella diagnosi genera danni irreversibili o morte del bambino.

  • l'esistenza di un test semplice, attendibile ed economico.

  • un intervento tempestivo migliora il decorso della patologia e rende buona la qualità della vita dell'individuo.

Dal 1992, per legge, tale screening viene effettuato su tutti i neonati per 4 patologie (fenilchetonuria, ipotiroidismo congenito, fibrosi cistica, galattosemia), ma l'aumento di incidenza di altre patologie richiederebbe nello specifico l'allargamento di tale ventaglio. Attualmente solo alcuni ospedali (molto pochi in realtà) hanno ritenuto di propria iniziativa di allargare il numero da 4 a 30-40 patologie, evidenziando in tal modo la necessità di una revisione della legge.

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