Le staminali emopoietiche vengono impiegate nella terapia di diverse malattie del sangue. I trattamenti prevedono il trapianto delle cellule da un donatore compatibile al paziente, o dal paziente a se stesso.
Le applicazioni terapeutiche riguardano oggi principalmente la cura di malattie oncologiche connesse al sangue, quali leucemie e linfomi, descritte in dettaglio nel documento G.U. Serie Generale n.303 del 31 dicembre 2009.
Inoltre, la ricerca in materia di cellule staminali lascia intravedere prospettive nuove di utilizzo delle cellule staminali anche per la cura di malattie non connesse al sangue e per applicazioni di medicina rigenerativa.
Una delle principali difficoltà è trovare un donatore compatibile.
Per questo motivo, l'opportunità di conservare una quantità consistente di cellule emopoietiche per la propria famiglia, prelevandole dal cordone ombelicale, può essere molto preziosa.
In caso di necessità di richiamo del campione in Italia per utilizzo terapeutico sarà necessario ottenere un nulla osta del Ministero della Salute per la reimportazione.
Quante cellule staminali contiene un campione?
La quantità di cellule staminali contenute in un campione di sangue prelevato dal cordone ombelicale può variare da poche cellule ad alcuni milioni e non è necessariamente correlata al volume di sangue raccolto. Per i protocolli terapeutici consolidati che prevedono il trapianto di cellule staminali emopoietiche (come per esempio, quelli per la leucemia), la quantità minima per campione è stata fissata a 100.000 cellule – quantità che permette l'utilizzo dell'unità di sangue per pazienti pediatrici fino a 40 kg di peso. Secondo questi protocolli, vi è infatti una proporzione diretta tra il peso del paziente ricevente e il numero di cellule staminali contenute nel campione.